Islanda: informazioni e idee di viaggio

Nell’immaginario collettivo, l’Islanda è terra di sconfinati spazi. Quasi un mondo a sé, in cui il cielo si colora di rosa, la notte splende il sole, e la natura ha una forza inarrestabile. Immaginazione? No. Pura realtà. L’Islanda la vedi, e non puoi che innamorartene. Ambientazione di molte scene di “Game of Thrones”, casa di aurore boreali e di cascate impetuose, quest’isola nel cuore dell’Oceano Atlantico – tra la Groenlandia e la Gran Bretagna – è tra le nazioni meno popolate al mondo. E tra le più spettacolari. È come un puzzle, di cieli bassi e arcobaleni, di vulcani e di geyser, di ghiaccio e di fuoco. Sembra che l’anima della Terra abbia scelto proprio l’Islanda, per rivelarsi all’uomo. Ecco perché, da oltre trent’anni, abbiamo scelto di mostrarvela.

Il nostro Viaggio in Islanda è riservato a 15 persone, e vanta un programma ambizioso. Grazie alla nostra profonda conoscenza del territorio, e grazie al nostro staff italo/islandese, possiamo regalarvi un’esperienza unica. Che raramente i nostri competitors sanno offrire. Possiamo vivere, tutti insieme, indimenticabili giornate: non è un’Islanda da turisti, la nostra. È un’Islanda da viaggiatori, autentica e sincera.

Ma cosa si vede, nel nostro Viaggio in Islanda?

  • Keflavik. Soprannominata “la città dei Beatles” per via della fiorente scena musicale anni Sessanta e Settanta, regala un’affascinante atmosfera di muschi e di lava.
  • Reykjanes. Una penisola straordinaria, la cui attività vulcanica ha creato enormi distese di lava.
  • Grindavik. Poco lontano dalla famosissima Laguna Blu, è uno degli ultimi abitati storicamente dediti alla sola economia della pesca.
  • Vogar. La prima base americana in Islanda, oggi abbandonata e caduta nell’oblio. Molti dei suoi vecchi hangar sono diventati centri informatici delle più grandi agenzie web.
  • Laguna blu. Tra le più celebri attrazioni turistiche d’Islanda, la Blue Lagoon è un’area geotermale che somiglia ad un’immensa spa.
  • Reykjavik. Chi lo avrebbe mai detto che questa Baia (vik), con la nebbia (Reykja), sarebbe
  • divenuta la capitale d’Islanda? La città negli ultimi trent’anni è esplosa demograficamente, e la costruzione di agglomerati urbani senza cultura architettonica ha portato ad un eclettismo davvero unico. Tantissimi i musei, e tanti i tour che da qui partono per l’avvistamento delle balene.
  • Golden circle. Blue Lagoon, Thingvellir, Geysir, Gullfoss, Jokulsarlon: il Cerchio d’Oro è il più classico dei percorsi turistici in Islanda.
  • Thingvellir. La dorsale medio-atlantica che affiora sulla crosta terrestre e la prima forma di parlamento moderno: due anime opposte, espressione di un Paese unico.
  • Geysir. Un fenomeno naturale e raro, frutto di un delicato equilibrio: oggi attrazione turistica, un tempo le fattorie geotermiche hanno permesso la colonizzazione e lo sviluppo della civiltà. Laddove c’è un affioramento geotermico, ci sono resti storici di insediamenti, abitati, cittadine e città.
  • Gullfoss. La cascata doppia, che la tenacia di una contadina locale (Sigrídur Tomasdottir) ha strappato ad un destino infausto: la trasformazione in centrale idroelettrica.
  • Pista Kjolur F35. La strada più battuta dell’Islanda interna, un percorso sterrato di 200 km che va dalla cascata Gullfoss a sud fin quasi ad Akureyri a nord.
  • Hveravellir. Il sito di affioramenti geotermici più noto del Paese.
  • Varmahlid. La grande e fertile pianura alluvionale del Nord, alle porte del deserto centrale Akureyri.
  • Godafoss. La cascata degli dei, larga 30 metri e alta 12.
  • Myvatn. Quarto lago naturale d’Islanda per superficie, sorge in una zona vulcanica molto attiva. Sulle sponde sono presenti formazioni laviche alte fino a decine di metri, e create dalle colate incandescenti a contatto con l’acqua fredda.
  • Dimmuborgir. La “Fortezza Oscura”, un labirinto di formazioni laviche posto sulla sponda orientale del lago Mývatn.
  • Hverfjall. Il “vulcano perfetto”, un vulcano ad anello di tufo decisamente spettacolare.
  • Grjotagja. Eccellente esempio della vulcanologia islandese, è una piccola grotta lavica nei pressi del lago Mývatn.
  • Bjarnarflag Stod. Noto sito di fanghi bollenti e soffioni.
  • Krafla. Caldera di 10 km, con una fenditura lunga 90 km e il picco massimo alto 818 metri.
  • Dettifoss. Il più grande fiume d’Islanda, il Jokulsa, compie un salto di ben 45 metri. Un vortice di 500 metri cubi d’acqua al secondo per una scena impressionante: è la cascata più potente d’Europa.
  • Hljodaklettar. Il parco degli echi e delle “Scogliere Mormoranti”, impressionanti rocce basaltiche dalle forme più svariate che risultano diverse a seconda di chi le guarda.
  • Husavik. Cittadina che ha convertito buona parte della sua economia dalla pesca delle balene al turismo.
  • Pista F88. Strada dell’Islanda che collega l’Askja con la Hringvegur, è tra le vie sterrate più battute. Ha inizio da qui una due giorni di isolamento assoluto, per un’esperienza “extraterrestre” verso le terre che la NASA ha definito le più simili alla Luna e a Marte.
  • Herdubreid. La madre di tutti i vulcani, al centro del deserto freddo più grande d’Europa. Nelle giornate limpide, come un faro nel deserto, questo vulcano perfetto è visibile da oltre 100 km di distanza.
  • Jokulsa. Il fiume più grande e lungo d’Islanda nasce dal ghiacciaio Vatnajokull e si snoda per 206 km. con un trasporto medio di 5000 tonnellate di detriti vulcanici l’anno.
  • Caldera Askja. Una piana lavica di 45 km quadrati, completamente circondata da una cresta di montagne di lava. Spaventosi cataclismi susseguitisi nel passato hanno fatto di quest’area un’area “‘off-limits” che – nel cuore della caldera – custodisce un laghetto tiepido color smeraldo chiaro.
  • Rifugio Askja. Un’autentica struttura ricettiva islandese, immersa nel nulla (e per questo straordinaria).
  • Kverkjokull. Area montana glaciale sita sotto la porta d’ingresso settentrionale del ghiacciaio più grande d’Europa, il Vatnajokull.
  • Fattoria (autogrill) Möðrudalur. Alle porte settentrionali del deserto, ha saputo cogliere in pieno il “’new business” del turismo.
  • Egilsstadir. Il paleo fiordo, trasformato in fertile pianura alluvionale e cittadina cosmopolita, soprattutto dopo la costruzione del gigantesco invaso di Karahnjukar.
  • Berunes. La fattoria-ostello del buon Olafur, perché il geppetto islandese esiste.
  • Jokulsarlon. Una laguna coi suoi metafisici iceberg, dalla parte opposta rispetto alle dune moreniche: per farsi avvolgere dalla sorpresa e dalla meraviglia. Qui, nel 1989, ci arrivai in bicicletta e vi piantai la tenda per due notti: utilizzai l’acqua salmastra della laguna per bollire la pasta e convissi felice e contento in compagnia delle sterne artiche.
  • Diamond beach. Uno dei luoghi più scenografici e fotogenici della Terra. Il cimitero degli iceberg, malinconico e spettrale.
  • Vatnajokull. Una calotta di ghiaccio puro, unica al mondo per conformazione e accessibilità.
  • Skaftafell. Un parco nazionale che somiglia ad un paesaggio alpino, ma che è stato formato da diversi eventi di natura vulcanica nel corso dei millenni.
  • Svartifoss. Le “cascate nere”, all’interno del Parco nazionale Skaftafell, si caratterizzano per le colonne di basalto esagonali di provenienza vulcanica.
  • Kirkjubaejarklaustur. Il nome più lungo del tour, un villaggio di un centinaio di abitanti tra Vík í Mýrdal e Höfn.
  • Canyon di Fjadrargljufur. Profondo 100 metri e lungo 2 km, è inusuale per le alti pareti lisce.
  • Pista F208 Landmannalaugar. Incanta per i suoi paesaggi colorati e inverosimili, per le morfologie plasmate dai ghiacciai, gli affioramenti colorati dai minerali, i nevai perenni, le bocche fumanti e le sorgenti bollenti che animano queste lande spettacolari. Secondo il National Geographic si apre su una delle aree escursionistiche più belle al mondo. Piccole grotte di ghiaccio e colline coloratissime di riolite, deserti di ossidiana e bordature di muschi fluorescenti rendono queste escursioni veramente uniche.
  • Fjallabak. La terra delle riserve naturali.
  • Landmannahellir. Vecchio rifugio per i pastori con le loro pecore, questa piccola grotta ai piedi della montagna Hellisfjall serve ora i turisti.
  • Hekla. Il vulcano più noto d’Islanda, considerato nel Medioevo “la porta dell’inferno”.
  • Hvolsvollur. Piccola città nel sud dell’Islanda, circa 106 km a est di Reykjavík: la base ideale, per esplorare l’Islanda del sud.
  • Vik. Qui le attrattive sono molteplici e tutte imperdibili.
  • Reynishverfi. Promontorio con un immenso arco naturale, regala magici incontri con le Pulcinelle di Mare.
  • Dyrhólaey. Promontorio d’origine vulcanica, ospita una caverna di basalto e spettacolari faraglioni, affacciati sulla spiaggia di graniglia vulcanica nera.
  • Skogafoss. La cascata frontale perfetta, il cui salto si compiva un tempo da una scogliera (oggi il mare dista migliaia di chilometri).
  • Seljalandsfoss. La “cascata liquida”, rappresentata in molti calendari e libri dedicati all’Islanda per via del suo aspetto inconfondibile e della sua bellezza selvaggia, in special modo quando coronata da un arcobaleno. Dietro il salto c’è un sentiero percorribile.
  • Arcipelago delle Vestmannaeyjar. Il comprensorio più stacanovista e ricco d’Islanda.
  • Hveragerdi. L’area termale en plein air più frequentata dagli abitanti di Reykjavik.
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Nel Viaggio in Islanda che clima trovate?

Vicina al Circolo Polare Artico, bagnata dall’Oceano Atlantico, il clima d’Islanda non è così rigido: la Corrente del Golfo regala all’isola un clima oceanico freddo ma temperato, con estati fresche e inverni piuttosto miti. Ti sorprenderà saperlo, ma la temperatura media invernale di Reykjavik è pari a quella di Milano!

Non esistono alte catene montuose, qui, ma vi sono il ghiacciaio più esteso e il deserto più freddo d’Europa e duemila vulcani di cui quattrocento attivi. Le temperature più rigide, in inverno, si registrano nelle zone meridionali e orientali: zone in cui, d’estate, fa più caldo e piove meno. Il clima d’Islanda è però soprattutto un clima imprevedibile: può succedere che si passi dal sole alla pioggia al vento forte anche tre o quattro volte in un solo giorno. Questo, soprattutto per effetto dei venti che – a seconda della loro intensità – accarezzano o sferzano il Paese.

Il nostro Grand Tour dell’Islanda si svolge d’estate. Un’estate il cui clima somiglia alla prima primavera del centro nord italiano: temperature tra 8° e 14°, con punte di temperatura percepita fino a 25°. La pioggia c’è, ma fa parte della magia islandese: è più simile ad una pioggerella, e va e viene molto velocemente. Del resto, questa è una Terra splendida. Al di là del meteo. Le condizioni metereologiche non condizionano il nostro itinerario, dal momento che i mezzi che mettiamo a disposizione sanno rispondere ad ogni situazione. Non possiamo garantirti settimane di sole pieno, ma una cosa possiamo prometterti: nulla, neppure la pioggia, rovinerà la bellezza di ciò che col Grand Tour dell’Islanda vedrai.

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Islanda spettacolare ghiacciaio Svínafellsjökull

Viaggio in Islanda con geologo

L’Islanda rappresenta uno spicchio di Universo ancora incontaminato ed autentico, dove ogni aspetto della natura è in movimento e l’uomo fortunatamente, ha ben poche possibilità di intervenire. Luogo perfetto per chi desidera immergersi con un GEOLOGO nei meandri di una Terra unica e con mille sfaccettature.

Cosa mettere in valigia per il Grand Tour dell’Islanda

Una cosa raccomandiamo, a chi prenota con noi il Grand Tour dell’Islanda: seguire scrupolosamente i nostri consigli in merito all’abbigliamento da portare.

Biancheria intima per il un viaggio in Islanda

  • 2 magliette a pelle (filo di scozia o tessuti drenanti e/o termici anche a collo alto)
  • 2 paia di calze medio/leggere da riposo (cotone spugna)
  • 2 paia di calzettoni specifici per l’escursionismo (rinforzi e strati raddoppiati)
  • 1 calzamaglia per chi è freddoloso
  • 1 costume da bagno
  • 1 cuffia da piscina
  • 1 pigiama (in pile o cotone)
  • intimo a scelta

Abbigliamento per il Grand Tour

  • 2 maglie/camicie a maniche lunghe
  • 1 maglione (di pile é meglio)
  • 1 gilet in tessuto caldo
  • 1 giacca impermeabile non imbottita (con membrana traspirante tipo goretex o similari);
  • 1 cappellino per il freddo (meglio in pile)
  • 1 paio di guanti leggeri (lana o pile)
  • 1 pantalone da viaggio
  • 2 pantaloni adatti all’escursionismo (meglio se elasticizzati, idrorepellenti, resistenti, funzionali, antivento, no jeans o cotone)
  • 1 sovrapantalone impermeabile

Calzature:

  • 1 paio scarpe comode e leggere da viaggio/riposo
  • 1 paio scarpe per l’escursionismo/trekking: calzatura alta, meglio se tutta in pelle, robusta, suola con un carrarmato ben pronunciato, impermeabilizzata, stringa di scorta, soletta interna estraibile
  • 1 paio di ciabattini leggere e piatte
  • 1 asciugamano in microfibra grande o 1 accappatoio poco voluminoso
  • 1 asciugamano medio + 1 piccolo
  • kit pulizia personale (spazzolino, sapone, shampoo, crema per le mani)
  • kit farmacia personale
  • 1 sacco a pelo da porre sul letto, modello a coperta (temperatura in camera 16-24°)
  • 1 paio di occhiali da sole
  • 1 binocolo tascabile
  • 1 borraccia o thermos da un litro (in metallo è meglio)
  • una luce tascabile per fare luce se ci si alza la notte
  • macchina fotografica con caricabatterie: le prese elettriche sono schuko (tipo Paesi germanici). Nei pernottamenti in rifugio, la corrente elettrica è scarsa o assente. Il voltaggio è di 220 volt.
  • bastoncini da trekking telescopici.
  • ghette leggere (antipioggia e, se possibile, che coprano parte delle scarpa).

Quale bagaglio portare per il Grand Tour dell’Islanda?

Un borsone da 60/80 litri morbido o semi morbido (max 20 kg di peso) e uno zaino da escursionismo da 25/35 litri (max 45x60x50 cm) da portare in aereo come bagaglio a mano. Nessuna valigia rigida, mi raccomando!

Cos’è il Grand Tour ( Viaggio speciale in Islanda )

Se prenoti il Grand Tour dell’Islanda, sappi che si tratta di un viaggio itinerante: quasi ogni giorno si cambia località e vi sono frequenti escursioni (soprattutto naturalistiche) durante l’arco della giornata, principalmente vincolate alle condizioni meteorologiche (ci saranno escursioni di poche decine di minuti, altre da due o tre ore, altre ancora dureranno l’intera giornata). I dislivelli sono contenuti e alla portata di qualsiasi camminatore minimamente allenato, il bagaglio per le escursioni sarà uno zaino con lo stretto necessario: macchina fotografica, giacca a vento, un poco di frutta o cioccolata e la borraccia.

Chiediamo ai nostri viaggiatori il fedele rispetto delle indicazioni fornite dalla guida, che non solo gestirà il gruppo e illustrerà didatticamente i contenuti dei luoghi, ma metterà a disposizione le sue capacità nel calibrare un passo proporzionato ai partecipanti, sempre.

Il programma offre comunque sempre delle valide alternative per chiunque desideri non partecipare all’escursione, staccandosi dal gruppo e deresponsabilizzando la guida.

L’Islanda è una piccola isola, ma resta una terra difficile da visitare nella sua interezza: l’area perimetrale è sufficientemente strutturata per l’accoglienza turistica, contrariamente ai territori interni, tuttora disabitati e quasi privi di strutture e servizi. Il nostro primo approccio con questo Paese è stato quello di “esploratori”: ne abbiamo sin dal principio intuito le potenzialità e, come pionieri di un turismo itinerante e attivo, abbiamo deciso di offrire programmi originali e in parte fuori dalle mete turistiche tradizionali: un vero Overland in terre nordiche.

Il nostro obiettivo? Offrirti un viaggio senza preoccupazioni, per lasciarti assaporare appieno le emozioni che tutti insieme potremo vivere.

Come vedere l’aurora boreale in Islanda

In questa formula OVERLAND gli spostamenti sono realizzati con un Super Bus, la modalità più indicata per ammirare paesaggi unici e raggiungere luoghi impensabili. Vivrai un viaggio che privilegia la conoscenza e il rispetto, la fotografia e la contemplazione, e che viene condotto dallo staff con armonia, responsabilità e contagiosa passione. Vedrai paesaggi magici e straordinari e, ogni sera, nel caldo delle strutture ricettive ti rilasserai tra letture e bagni caldi. Oppure chiacchieriamo insieme, o andrai a caccia di aurore boreali.
Le aurore boreali sono sempre attive durante l’anno a patto che ci sia buio ed il cielo sia sereno, senza o con poco nuvoloso. Durante l’estate in Islanda, si verifica il fenomeno del sole di mezzanotte, in questa situazione l’aurora boreale non è visibile, anche se in realtà c’è.

Iceland Aurora from Iceland Aurora Films on Vimeo.

Soggiornerai in alberghi, ostelli, cottage e rifugi nel deserto che – diversi per stili, volumi e periodi costruttivi – hanno in comune la tipica filosofia nordica dell’ospitalità fatta di essenzialità, condivisione, pulizia e ordine. La struttura ricettiva, qualunque sia la tipologia, è a disposizione degli ospiti. In alcuni casi saremo solamente noi, altre volte condivideremo la struttura con altri viaggiatori. I bagni e le docce sono in comune e divisi per sesso, della cucina attrezzata e della sala pranzo si può usufruire liberamente. Le camere sono private e riservate ai nostri gruppi: solitamente sono camere multiple da 2-3-4-5-6 posti letto, singoli, matrimoniali e a volte anche a castello. Sono sempre ordinate e pulite, munite di materasso, coprimaterasso (a volte vengono forniti anche cuscino, lenzuola, piumone o coperta). Obbligatorio comunque di dotarsi di un proprio sacco a pelo di mezza stagione, a complemento del proprio letto. I nostri programmi prevedono almeno 2/3 pernottamenti in rifugi nel deserto, territori interni ed isolati, e perciò ambiti e costosi: il loro è un comfort più essenziale, ma sempre piacevole. È possibile che si disponga di una unica camerata per tutti i partecipanti e che i bagni e le docce siano poste all’esterno del rifugio, ma te lo assicuriamo: il paesaggio che circonda quelle costruzioni è talmente straordinario che neppure ci farai caso.

Aurore boreali islanda dettaglio penisola naturaviaggi Islanda viaggio tra natura ghiaccio e Aurore Boreali
Il riflesso dell’Aurora Boreale a Skagsanden Beach, Norvegia
© Beate Behnke

Cosa mangerai durante il viaggio in Islanda

La cucina è gestita in tutte le sue funzioni (cambusa, preparazione del cibo, cottura e pulizia dei locali) dalla guida italiana, che si avvale a sua discrezione dell’aiuto dell’autista e, a turno volontario, dei singoli partecipanti. La gastronomia italo–islandese proposta durante il Grand Tour dell’Islanda è frutto di un’esperienza lunga anni, e dell’analisi del gusto medio della nostra utenza tipo. La cambusa si rifornisce ogni 3/4 giorni presso supermercati dislocati in punti strategici, con cibi di vario genere, ma principalmente confezionato e surgelato. Di fresco è possibile trovare ben poco: pane, ortaggi, frutta e verdura.

Le cene, somministrate all’interno della struttura ricettiva, prevedono un menù fisso a rotazione giornaliera composto da primo, secondo con contorno, dolce e tisane/caffè solubile. Il primo potrà essere essere un piatto di pasta, riso o risotto, creme, zuppe o minestrone; il secondo potrà essere a base di carne di manzo, maiale o soprattutto della delicata pecora, oppure a base di pesce (merluzzo, salmone, trota, halibut), di formaggi come l’edamer o il brie oppure di uova. Il contorno solitamente è a base di verdura cotta (zucchine, patate, porri, pomodori, peperoni), fresche insalate tipo iceberg o legumi in scatola.

Le colazioni verranno servite in struttura e saranno di tipo italo-islandese con caffè, latte, tè, pane tostato, burro, marmellata, cioccolato, biscotti, yogurt, cereali, succhi di frutta, muesli e frutta.

I pranzi, consumati all’aperto, saranno da asporto e composti a piacimento da ogni singolo partecipante: ogni mattina, a lato della zona colazione, saranno messi a disposizione alimenti salati e dolci. Pane, cracker, riso freddo o cous-cous, pasta, insalata, affettati, carne, formaggi, ortaggi, legumi, uova sode, pesce in scatola, pesce in salamoia, dolce e frutta. Ogni partecipante potrà così comporre il suo pranzo d’asporto. In caso di maltempo persistente, lo staff provvederà a trovare una soluzione per il pranzo, sino alla possibilità di rintracciare una struttura riparata o al chiuso, richiedendo eventualmente ai partecipanti un poco di spirito di adattamento o di prendere una consumazione .

Le bevanda che la cucina può somministrare è solo acqua (calda o fredda), altri tipi di bevanda sono a carico di ogni singolo partecipante, sia per l’acquisto che per la custodia. All’arrivo in aeroporto di Keflavik, al ritiro bagagli è possibile acquistare bevande alcoliche a buon prezzo, mentre durante il tour è molto più complicato e costoso. Raccomandiamo di non acquistare vino e birra in gran quantità, per questioni di spazio e di difficoltà nella gestione.

Cucinare e mangiari tutti assieme è un momento fondamentale di convivialità, piacere e aggregazione. E la collaborazione volontaria a rotazione, per la preparazione del cibo e per la pulizia, assume la veste di una gradita forma di socializzazione e coinvolgimento al viaggio.

Informazioni utili

I documenti di riconoscimento accettati, in corso di validità di almeno 6 mesi dalla fine del viaggio sono: passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio.

Sono largamente accettate tutte le maggiori carte di credito, soprattutto Visa e Mastercard, con le quali è possibile effettuare prelievi di contante presso gli sportelli automatici.

Il partecipante è coperto da una assicurazione medico/bagaglio compresa nell’offerta di viaggio.

Si consiglia un cellulare di recente tecnologia, tipo smartphone visto che è vigore il sistema GSM che, tramite quattro operatori, copre la maggior parte del Paese e tutte le aree con almeno 200 abitanti.

La rete Internet in Islanda è pressoché disponibile ovunque, con esclusione della zona interna (deserto artico e zone vulcaniche) Molti locali e strutture ricettive, sono dotati di Wi-fi free.

Se sei in cerca di un’esperienza unica, se vuoi tornare a casa con la magia negli occhi e la nostalgia nel cuore, prenota subito il nostro Grand Tour dell’Islanda!

Non si considerava un turista bensì un viaggiatore, e spiegava che si tratta in parte di una differenza temporale. Dopo poche settimane, o pochi mesi, il turista si affretta a tornare a casa; il viaggiatore, che non appartiene ad alcun luogo in particolare, si sposta lentamente da un punto all’altro della terra, per anni.

(Paul Bowles)

La mappa dell’Islanda