Mongolia: informazioni e idee di viaggio

Stato dell’Asia orientale, privo d’accesso al mare e confinante con la Russia e con la Cina, la Mongolia è una piccola terra splendida. È lo Stato con la più bassa densità d’abitanti al mondo, è piena di fascino. Ed è la meta ideale per un viaggio extra-ordinario. I suoi scenari sono immacolati e stupefacenti, con quelle immense praterie in cui si dice che gli dei giochino a golf. E poi la montagna boscosa, la steppa, il deserto del Gobi. E le sue alture, con quell’altezza media di 1.500 metri e le vette che – quasi mai – superano i 4.000. È la terra di Gengis Khan, questa, feroce e leggendario guerriero. È la terra dei nomadi, degli ospitali abitanti del deserto e della steppa, che abitano nelle yurta e che paiono venire dal passato.

Il nostro Grand Tour della Mongolia è riservato ad un massimo di 10-14 persone, e vanta un programma ambizioso. Un programma completo, affascinante, per permetterti di conoscere uno tra i Paesi più misteriosi e affascinanti al mondo.

Ma cosa si vede, nel Grand Tour della Mongolia?

Ulan Bator. Capitale della Mongolia, nonché unica vera città del Paese. La sua è un’architettura aggrovigliata, fatta di fatiscenti appartamenti d’epoca sovietica, ghetti e scintillanti grattacieli cinesi. Ricca di musei, monasteri e mercati, ruota attorno ad una natura sacra.

Complesso di Gandan. A Ulan Bator, è il principale monastero della Mongolia, costruito nel 1809 e unico tempio attivo durante il socialismo.

Collina di Zaisan, per ammirare un bellissimo panorama sulla città e le colline circostanti.

Museo di Bogd Khan. Complesso in stile cinese che comprende sei templi, fu il palazzo d’inverno del primo e ultimo signore teocratico, imperatore-lama della Mongolia.

Darkhan. Terza città della Mongolia, situata a nord di Ulan Bator e costruita nel 1961.

Monastero di Amarbayasgalant. Il suo nome significa “luogo della tranquilla felicità”. Tra i principali centri buddisti e tibetani della Mongolia, ospitava le spoglie mortali della prima guida spirituale e ha una peculiare architettura di stile mancese.

Monastero costruito nel 1737 e dedicato a Zanabazar, il primo imperatore-lama, scienziato e grande scultore, la cui salma venne traslata qui nel 1779.

Erdenet. La seconda città della Mongolia, famosa per le miniere di rame sfruttate sin dai tempi del socialismo.

Bulgan, capoluogo dell’omonima regione.

Khutag Undur. Nelle vicinanze del parco di Uraan Toogoo, famoso per i suoi vulcani spenti.

Karakorum. Sub catena montuosa sita a nord-ovest della catena dell’Himalaya, è tra le zone del mondo più ricoperte da ghiacciai (calotte polari escluse). Per via della sua altitudine è molto meno abitata rispetto all’Himalaya.

Oghi Nuur. Lago che, oggi, è un formidabile osservatorio per il birdwatching.

Terkhiin Tsagaan. Lago sito al centro di una zona vulcanica e circondato da crateri di vulcani spenti, il più giovane dei quali è il vulcano Khorgo.

Khangai. Catena montuosa in cui dominano gli yak addomesticati: potremo qui assaggiare gli ottimi prodotti caseari derivati dal ricco latte di questi bovidi.

Karakorum. L’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste due delle quattro tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città.

Monastero-museo di Erdene Zuu. Il più importante sito buddista della Mongolia, costruito dalle macerie di Karakorum.

Monastero di Shank. Piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan.

Valle del fiume Orkhon, patrimonio naturale dell’Unesco.

Eremo di Tuvkhun. Sito in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, recentemente restaurato, si trova incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la Valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni.

Monastero di Ong. Recentemente restaurato, è posizionato sulle due rive dell’omonimo fiume, unico corso d’acqua ad entrare nel Gobi. Un tempo, prima del socialismo, era un ricchissimo centro culturale e commerciale carovaniero.

Deserto del Gobi. Vasta regione desertica e semi-desertica dell’Asia orientale, estesa attraverso gran parte di Mongolia e Cina, è la quintessenza della pace più assoluta.

Bayanzag. “Vette infuocate” in mongolo, è il luogo in cui la spedizione americana di Roy Chapman Andrews, nel 1924, fece le più grandi scoperte paleontologiche dell’epoca, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora (e non presenti né in Asia né negli altri continenti).

Parco Nazionale di Khongoryn Els. Per vedere le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza.

Tsagaan Suvraga. Traducibili come “stupa bianco”, sono incredibili formazioni calcaree alte anche 30 metri, con striature multicolore tendenti al rosso, al giallo e al vermiglio che – secondo credenze locali – somigliano ad antiche rovine di una città.

Ikh Gazryn Chuluu. Uno dei parchi naturali più belli della Mongolia. Il suo nome significa “luogo delle grandi rocce”: in effetti, qui, i complessi granitici alti anche 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte. Pare di immergersi in un mondo sconosciuto: ad ogni spostamento, anche di poche centinaia di metri, la scena paesaggistica cambia e nuovi castelli di roccia sorgono come fossero gli ultimi baluardi difensivi di un deserto destinato a perdere la sua inespugnabilità.

Museo-Monastero di Choijin Lama. Uno dei pochi monasteri rimasti intatti, che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali oltre a splendide sculture di Zanabazar.

Mercato locale di Naraan Tuul.

Mongolia, il clima

La Mongolia ha un clima fortemente continentale, con lunghi inverni caratterizzati dal gelo polare ed estati brevi e moderatamente calde (le differenze tra le due stagioni arrivano anche a 45°C). Le piogge sono scarse e si limitano al periodo del monsone asiatico; le nevicate invernali sono frequenti ma in genere leggere, e creano un sottile velo bianco che il vento porta facilmente via.

Durante il Grand Tour della Mongolia percorreremo un grande itinerario ad anello, e incontreremo diversi ambienti naturali coi relativi climi: dagli altopiani aridi a quelli lacustri, dalle depressioni desertiche alle montagne con nevai perenni, dalle pianure fertili alle colline colme di vegetazione autoctona. Saremo dunque esposti ad una escursione termica piuttosto completa di tipo continentale che, per sua caratteristica, non dovrebbe presentare estremità di temperature sia sopra che sotto lo zero termico.

La stagione più propizia al viaggio itinerante è l’estate boreale, stagione che parte dai primi di giugno e termina ai primi di ottobre. In questo periodo le temperature sono piacevoli un po’ dovunque e, nel deserto del Gobi, possono raggiungere 35°C. La sera la temperatura cala bruscamente, ma un giusto abbigliamento e le accoglienti Gher/Yurte, rendono tutto piacevole. L’ambiente è sempre e comunque suggestivo, con ogni condizione metereologica, e le variazioni non condizioneranno eccessivamente il nostro programma soprattutto grazie all’affidabile mini bus con cui svolgeremo il programma di viaggio.

Cosa mettere in valigia per il Grand Tour della Mongolia

Una cosa raccomandiamo, a chi prenota con noi il Grand Tour della Mongolia: seguire

scrupolosamente i nostri consigli in merito all’abbigliamento da portare.

Biancheria intima per il Grand Tour della Mongolia

  • mutande a scelta, considerando la possibilità di lavarsi la biancheria intima durante il tour
  • 3 o 4 magliette a pelle (tipo filo di Scozia o tessuti drenanti)
  • 3 paia di calze medio/leggere da riposo (cotone o spugna)
  • 2 paia di calzettoni specifici per l’escursionismo

Abbigliamento per il Grand Tour della Mongolia

  • 2 maglie o camicie a maniche lunghe (in cotone o sintetiche)
  • maglione di pile per la sera
  • giacca o mantella impermeabile
  • berrettino leggero in lana o pile
  • cappellino per il sole.
  • un paio di guanti leggeri per il fresco serale o per la mattina presto
  • un pantalone da viaggio anche leggero (comodo per trasferimenti in aereo e per la città)
  • 2 paia di pantaloni adatti all’escursionismo
  • un paio di pantaloni corti

Calzature per il Grand Tour della Mongolia

  • un paio di scarpe comode e leggere (ma robuste!) da viaggio o da riposo
  • un paio di scarpe per l’escursionismo
  • un paio di ciabattine o sandali bassi in gomma

Accessori per il Grand Tour della Mongolia

  • un accappatoio in microfibra o un telo grande
  • 2 teli in microfibra medi + 1 telo piccolo microfibra
  • kit pulizia personale (spazzolino, dentifricio, sapone, shampoo, crema per le mani ecc)
  • kit farmacia personale
  • sacco a pelo primaverile per temperature 10/20°C a forma di coperta, per un maggiore comfort e agio all’interno delle Yurte/Gher e per la notte nella Foresteria del Monastero
  • pigiama leggero in cotone
  • occhiali da sole
  • piccola luce tascabile
  • crema solare SPF 15 (minimo)
  • binocolo tascabile
  • costume da bagno
  • bastoncini telescopici per le escursioni a piedi (opzionali)
  • piccolo coltellino svizzero da riporre rigorosamente nel bagaglio da stiva (opzionale)
  • borraccia da 1 litro (opzionale)
  • macchina fotografica (opzionale)
  • piccolo thermos (opzionale)

Quale bagaglio portare per il Grand Tour della Mongolia? Il bagaglio dovrà essere composto da due colli: una grande borsa morbida o semi-morbida, o un trolley non rigido, con una capienza di 50/60 litri; e uno zaino da escursionismo da 25/35 litri, che fungerà da bagaglio a mano e da zino per le escursioni giornaliere.

Che cos’è il Grand Tour della Mongolia

Il Grand Tour della Mongolia è l’ideale per chi – in Mongolia – non c’è mai stato. È un progetto di viaggio esaustivo e appagante, che raccoglie gran parte delle attrattive eccellenti e fruite nella modalità più appropriata. In anni di esperienza di viaggi itineranti in tutto il mondo, abbiamo applicato a questa nostra nuova destinazione una comprovata modalità di collaborazione con partner locali, che assicura un’immersione ben proporzionata in queste terre ancestrali. Garantiamo l’efficienza, con una FORMULA TUTTO COMPRESO E PICCOLO GRUPPO che funziona benissimo. Ad accompagnarti sarà un team di professionisti locali, assieme ad un accompagnatore Naturaviaggi. Questo assetto ci permette di seguire al meglio il piccolo gruppo con attenzione e disponibilità, e di svolgere un ambizioso programma dove nulla è lasciato al caso e tutto scorre con naturalezza. La buona gestione è fatta di tempistiche e modalità ben calibrate, dando respiro e valore alle attrattive e al contempo garantendo lo svolgimento del programma. Quasi ogni giorno si cambia località come un in vero OVERLAND, intervallando necessari trasferimenti stradali (in alcuni casi purtroppo inevitabilmente prolungati) ad escursioni, soprattutto naturalistiche, durante l’arco della giornata.

La Mongolia è un territorio immenso, difficile da visitare nella sua interezza. Esiste una viabilità limitata, ma sufficientemente strutturata per garantire una certa accoglienza turistica. In contrapposizione, esistono molti altri territori tuttora disabitati e quasi privi di strutture e servizi. Il nostro approccio con questo Paese sarà quello di “esploratori rispettosi”, portavoci e interpreti di un turismo itinerante e sostenibile. Il nostro obiettivo? Offrirti un viaggio senza alcuna preoccupazione, per lasciarti assaporare appieno le emozioni e l’appagamento che tutti assieme potremo vivere.

Il Grand Tour della Mongolia è un viaggio itinerante in mini bus. È un viaggio che privilegia la conoscenza, il rispetto, la fotografia e la contemplazione, ed è condotto con armonia, responsabilità e contagiosa passione. Sarai immerso in una miscela di atmosfere straordinarie, che solo la Mongolia dona ancora e che un piccolo gruppo può esaltare. A fine giornata ti rilasserai nei Gher/Yurte, chiacchieraremo, tenteremo di conversare con i locali e guarderemo il cielo stellato.

La giornata tipo prevede: le soste per i pasti, sia in struttura che durante il tragitto, le visite come da programma, tempo libero soprattutto nelle ambientazioni antropiche e comfort e relax all’interno delle strutture ricettive.

Molte sistemazioni per il pernottamento non offrono luce elettrica; tuttavia, molto spesso, le Gher hanno candele e cerini.

Durante il Grand Tour della Mongolia soggiornerai in:

  • hotels, strutture rivolte principalmente alla clientela straniera e situate nelle città. Le camere sono arredate con mobili semplici, ma sempre pulite
  • Foresteria del Monastero: in via del tutto eccezionale saremo ospiti di un monastero. Il dormitorio è comune, con letto singolo
  • la maggior parte delle mezze pensioni durante il tour saranno a beneficio del sistema ricettivo delle Gher o Yurte. Si tratta di un’abitazione mobile adottata da molti popoli nomadi dell’Asia, tra cui i mongoli kazakiekirghisi

La filosofia dell’ospitalità mongola è analoga a tutte quelle altre etnie isolate nel mondo, ed è fatta di grande generosità e di voglia di condividere. La Yurta o Gher è a disposizione degli ospiti e, se solitamente accoglie due persone, ne può ospitare anche tre o quattro. La Gher presenta sia letti separati che letti matrimoniali; solitamente il bagno è all’esterno, in comune con gli altri ospiti dell’accampamento di Gher. Le Gher sono molto tipiche e realizzate con materiali naturali come legno e lana infeltrita per assicurare l’isolamento termico e l’impermeabilità; la loro atmosfera è incredibile, e l’arredo semplice ma ricco di decorazioni. Sono solitamente pulite e riscaldate, ma è buona precauzione portarsi in valigia un bel sacco a pelo primaverile e qualche asciugamano.

Durante il Grand Tour della Mongolia avrai modo di imparare che esistono cibi sacri (i “tsagaan”, gli alimenti “bianchi) come il latte di capra, di mucca, di yak e di cammella, lo yogurt, il latte di giumenta fermentato (airag) e i liquori di latte (arkhi). La cucina mongola è a base di carne e latte, elementi base della dieta nomade. Il piatto più celebre è la cosiddetta “marmitta mongola”, costituita da brodo con carne di montone, tagliolini di pasta, qualche patata, carote o legumi; a volte è insaporita con erbe aromatiche raccolte nella steppa, ma senza sale. Per i mongoli, i pasti più abbondanti sono la colazione e il pranzo, costituiti in genere da carne di montone lessa, pezzi di grasso e di interiora, tagliolini di pasta fatta in casa, formaggio o riso. Una bevanda molto amata dai nomadi è l’airag, ottenuto dal latte di giumenta fermentato, con un contenuto alcolico di 3° circa. Normalmente i mongoli sono grandi bevitori di tè al latte, per lo più salato (süütei tsai), ma un uomo che rifiuta di bere arkhi in compagnia è visto negativamente.

Durante il viaggio la colazione, il pranzo e la cena vengono consumati nei campi gher turistici in cui si pernotta, in qualche guanz (tende-trattorie, molto economiche e spartane, ma sempre molto pittoresche e genuine) lungo la strada, oppure saranno cucinati autonomamente sul posto secondo il programma del tour. Per l’approvvigionamento di cibi, bevande e altri beni di prima necessità cercheremo i delguur, negozietti presenti in ogni villaggio. Frutta e verdura si possono trovare solo in alcuni mercati di Ulan Bator, ma non fanno certo parte della dieta mongola, anche per le proibitive condizioni climatiche del Paese. Il pesce è molto abbondante nei corsi d’acqua, soprattutto nei laghi del nord, ma viene snobbato in quanto non adatto ad un popolo guerriero.

Questioni alimentari riguardanti allergie, intolleranze e scelte personali devono essere comunicati all’atto dell’iscrizione: questo ci permette di poter valutare assieme ed eventualmente di assecondare le varie richieste. Il mangiare, oltre che essere una necessità primaria, rappresenta – se svolto tutti assieme – un momento fondamentale di convivialità, piacere e aggregazione del gruppo. Ma è anche una gradita forma di rispetto nei confronti della popolazione che ci ospita.

Informazioni utili

È importantissimo non disturbare gli animali selvatici in alcun modo: ogni eccessivo rumore può interferire seriamente con momenti delicati e importanti della loro vita. Non bisogna offrire loro del cibo, in quanto li rende troppo confidenti e intraprendenti (molti animali muoiono di una forma di parassitosi dovuta al troppo cibo che alcuni turisti lasciano al loro passaggio).

Non abbandonare rifiuti di nessun genere: conservali fino al primo campo.

Non sussiste alcuna pretesa di natura sportiva o competitiva: le escursioni, di varia durata, sono condotte da una guida professionista che saprà calibrare il passo nella forma più opportuna per il gruppo. Non sono previste difficoltà oggettive, salvo qualche rara eccezione, dove sarà richiesto magari un maggiore impegno fisico per brevi tratti. In definitiva, le escursioni in programma sono fattibili per chiunque abbia un minimo di preparazione fisica e un discreto spirito di adattamento.

In considerazione della sua ambientazione naturalistica e della logistica complessa, il programma può essere soggetto a cambiamenti in corso di svolgimento indipendenti dalla nostra volontà, ma necessari per garantire la sicurezza e la continuità del viaggio.

È necessario essere in possesso di un passaporto con una validità residua di almeno 6 mesi, e di un visto per il soggiorno breve. E’ vivamente consigliata la visura del sito www.viaggiaresicuri.it prima della partenza.

Nelle principali banche, così come in alcuni alberghi, è possibile cambiare USD e EUR. Qualora si intenda utilizzare la carta bancomat, si raccomanda di verificare prima della partenza con la propria banca che la carta sia abilitata per il ritiro dei contanti in Mongolia.

Sono vivamente consigliate, previo parere medico, le vaccinazioni contro epatite A e B (molto diffuse nel Paese) e le vaccinazioni antidifterica, antitetanica e antipolio, contro il colera e la peste.

Evitare assolutamente il consumo di prodotti alimentari crudi o poco cotti, soprattutto pollame ed uova. Lavarsi frequentemente le mani con sapone disinfettante, in particolare se si è in contatto con animali.