Grand Tour della Namibia, un viaggio di due settimane

Stato dell’Africa meridionale, la Namibia confina con l’Angola e con lo Zambia, con il Botswana e col Sudafrica, ed è bagnata dall’Oceano Atlantico.

È un luogo mistico, la Namibia. Quasi metafisico. È terra di contrasti, di desolate vallate che s’incastrano con le pianure, di dune sabbiose e di foreste. Fare un viaggio qui significa viaggiare alle origini della Terra, farsi avvolgere dalle emozioni ed allenare tutti i sensi. Ci sono i grandi animali d’Africa e le aspre montagne, in Namibia. E poi i canyon, e i deserti che finiscono nel mare. Ci sono paesaggi originali e mai banali, tutti diversi l’uno dall’altro: primo Paese al mondo ad includere nella sua Costituzione articoli per la protezione dell’ambiente, protegge specie rare e in pericolo sin dal 1972.

Viaggiare su e giù per la Namibia consente di attraversare l’altopiano centrale con la sua vegetazione e la savana, le formazioni montuose e la capitale Windhoek. E poi le boscaglie del nord, le grandi pianure (come quella d’Etosha), gli estuari dei fiumi. Le impronte di dinosauro conservate nell’arenaria, le incisioni rupestri, una rarità botanica millenaria. Ad occidente il protagonista è il Namib, zona desertica lungo la fascia costiera, intervallata da dune, letti di fiumi e profondi canyon; a sud si trovano il Sossusvlei e le sue dune color pesca, Lüderitz e il maestoso Fish River Canyon. Ci sono i villaggi di pescatori, in Namibia, e ci sono i grandi parchi. Ma c’è, soprattutto, l’emozione della scoperta.

Il nostro Grand Tour della Namibia è un viaggio di due settimane completo e appagante: un vero OVERLAND, rivolto a chi cerca profonde emozioni, dà importanza ai contenuti naturalistici ed etnici, e cerca un viaggio dalla logistica comprovata per un piccolo gruppo.

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Cosa si vede, nel Grand Tour della Namibia?

Windhoek. La capitale del Paese, importante centro per il commercio delle pelli di pecora e interessante base per l’esplorazione della Namibia centrale.

Deserto del Kalahari. Una delle più vaste distese sabbiose d’Africa, il quarto deserto al mondo per superficie. Durante il Grand Tour di Namibia lo vivremo nella sua anima più autentica, soggiornando nell’Intu Afrika Kalahari Game Reserve.

I San. Così chiamati dai locali, i San hanno abitato il sud dell’Africa per almeno 30.000 anni. I Boscimani sono una delle etnie più affascinanti della Terra, sebbene le loro tradizioni di cacciatori e raccoglitori siano costantemente sotto la minaccia degli altri residenti. Tradizionalmente non hanno leader o capi, le decisioni personali sono fatte individualmente e quelle di gruppo sono collettive: in passato i gruppi superavano il centinaio di persone, ma ultimamente si sono ridotti a nuclei familiari inferiori a 10 persone. Sono nomadi, i San, e seguono l’acqua e le piante commestibili: non hanno fattorie o animali e portano appresso tutto ciò che possiedono nei loro spostamenti. Attualmente sono circa 27.000, tra la Namibia e il Sudafrica.

Deserto del Namib. Il deserto più antico del mondo, con le straordinarie dune color albicocca. Un vero e proprio mare di sabbia, le cui dune altissime sfiorano i 400 metri, e niente e nessuno sembra poterci vivere. Il Namib è un deserto unico e speciale in quanto, grazie al suo particolare ecosistema, riceve acqua sotto forma di umidità dal freddissimo Oceano Atlantico.

Sossusvlei. Un antico lago asciutto, che si incunea tra le dune per circa 50 km. Partendo la mattina presto per salire su una delle dune più alte, ammireremo “un mare rosso” e giochi d’ombra.

Deadvlei. Un quadro metafisico, un lago prosciugato con alberi fossili spogli ma in piedi.

Sesriem Canyon. Una gola tagliata nella roccia calcarea, che risale a milioni di anni fa.

Moon Valley. Un paesaggio roccioso, che somiglia a quello lunare.

Welwitschia mirabilis con le sue antiche specie di piante.

Swakopmund. Sull’Atlantico, sembra un angolo di Baviera. Swakopmund nasce come città portuale nel 1892, durante la colonizzazione tedesca. Oggi è una località vacanziera, coi suoi grandi giardini di palme e le belle spiagge: la meta prediletta da surfisti, pescatori e turisti dell’Africa meridionale.

Namib Naukluft Park. Lo si attraversa passando attraverso il piccolo insediamento di Solitaire, sulla strada verso il Gaub e il Kuiseb Canyon: è la più grande riserva faunistica d’Africa.

Gravel Plains. L’interminabile altopiano del Namib Desert.

Swakopmund Museum, con la sua ricchissima raccolta di reperti delle civiltà locali, e lo

Swakopmund Aquarium, il centro marino di informazione e ricerca con la sua grande vasca contenente numerose specie della fauna ittica locale. Infine la Kristall Galerie, con la magnifica collezione di minerali e gemme preziose.

Escursione in barca da Walvis Bay (Dolphin Cruise) per l’avvistamento di otarie, delfini e colonie di fenicotteri.

Walvis Bay e la sua costa, protetta dalla convenzione RAMSAR in quanto “terra umida”.

Twyfelfontein. Valle nota per gli oltre 2000 dipinti rupestri e graffiti dell’età della pietra, presenti sulle rocce di arenaria.

National West Coast Recreational Area. Il tratto della Skeleton Coast che, lungo 200 km, va da Swakopmund al fiume Ugab ed è rinomato per la pesca sportiva.

Cape Cross. Scoperto nel 1486 da un esploratore portoghese (Diego Cao, che costruì una croce in onore di Giovanni I di Portogallo), ospita una colonia di migliaia di otarie, soprattutto durante il periodo delle nascite e degli accoppiamenti.

Uis. Cittadina ai piedi dei monti Brandberg, nata come sito di estrazione dello stagno.

Massiccio Brandberg. Il più alto rilievo della Namibia: il punto più elevato si chiama Königstein (2573 m), che in tedesco significa “la pietra del re”. La zona del Brandberg è sede di alcuni importanti siti archeologici, in cui sono stati rinvenuti graffiti realizzati dai Boscimani e databili oltre 2000 anni fa. Il graffito più celebre è la Dama Bianca. I suoi grandi spazi sono una delle ultime riserve faunistiche “non ufficiali” dell’Africa, popolati da zebre, giraffe, antilopi e rinoceronti che – qui – vagano al di fuori dei parchi nazionali e delle riserve protette.

Twyfelfontein. Patrimonio mondiale dell’UNESCO, con oltre 2000 incisioni rupestri lasciate dai Boscimani: l’area vanta una delle maggiori concentrazioni di petroglifi rupestri (incisioni in forma di scavi nella roccia, con vari strumenti più duri della roccia stessa) dell’Africa. La maggior parte di queste incisioni ben conservate rappresenta rinoceronti, elefanti, struzzi e giraffe, impronte umane e addirittura foche e pinguini, a segnare antichi contatti col mare. Tutte le incisioni e le pitture rupestri nell’area centrale sono opera autentica di cacciatori-raccoglitori che vivevano nella regione molto prima dell’afflusso dei pastori Damara e dei coloni europei.

Safari nella Damaraland, alla ricerca dell’elefante del deserto.

Organ Pipes. Formazioni rocciose che paiono le canne di un organo.

Burnt Mountain. Letteralmente, la “montagna bruciata”: una collina con alla base strati di lava solidificata, nel cuore della Damaraland (regione arida e montuosa abitata dai Damara).

Kaokoland. Nella regione del Kunene, una delle zone più incontaminate dell’Africa meridionale.

Opuwo. Il principale centro abitato della Kaokoland, un luogo insolito dove grandi centri commerciali in cemento sono stati edificati a ridosso dei villaggi di capanne di fango degli Himba.

Himba. Tribù semi-nomade che vive in insediamenti sparsi in tutta la regione. Questo popolo di fieri nomadi pastori si distingue per la cordiale accoglienza e per la particolare bellezza delle donne. Tutti si ricoprono il corpo con un impasto rosso, di ocra e grasso, per abbellirsi e per proteggere la pelle dal clima desertico. Sono alti, snelli e fieri, e se la loro visione incute un poco di suggestione, diversamente il loro atteggiamento è assolutamente cordiale e benevolo, accogliente e disponibile.

Herero. Stesso ceppo della etnia Himba, ma dal look creolo.

Epupa. Grandi cascate create dal fiume Cunene, al confine con l’Angola.

Parco Nazionale Etosha. La sua superficie misura 22.000 kmq e, nel suo cuore, vi è il “pan”, un lago prosciugato sito in una depressione di circa 5.000 kmq, piatto e in apparenza desertico. Paradossalmente il “pan” offre una protezione agli animali più vulnerabili, visto che l’assenza di vegetazione non consente ai predatori di nascondersi. Si trovano qui 114 specie di mammiferi, tra cui rinoceronti, leoni, leopardi, ghepardi, elefanti, iene, giraffe, zebre e una vasta varietà di antilopi (kudu, eland, gemsbok, impala, dik-dik). Gli animali vengono attratti nella zona da una serie di pozze d’acqua site sul lati del “pan”, da dove si possono facilmente avvistare. Non cammineremo molto, poiché non è permesso uscire dai propri mezzi per questioni di sicurezza e per rispetto delle aree selvagge, ma l’esperienza sarà ugualmente straordinaria. Effettueremo una “caccia fotografica” mattutina, per cogliere luci e atmosfere d’incanto raggiungendo i luoghi più suggestivi e significativi di questo immenso Parco. Qui gli animali si sentono i padroni e, quando l’acqua scarseggia, le pozze che i ranger del parco tengono aperte sono l’unica possibilità di sopravvivenza. Attorno a queste piccole pozze avviene come un miracolo: gli animali abbandonano i loro istinti di caccia e supremazia, si rispettano e consentono gli uni agli altri di abbeverarsi. Scene davvero uniche, da immortalare con la propria macchina fotografica La maggior parte di questi predatori  e altri animali pericolosi  sono principalmente notturni.

Cittadine di Outjo, Otjiwarongo e Okahandja, per una visita all’interessante mercatino d’artigianato locale.

Namibia, il clima

La Namibia ha una clima sub-tropicale: desertico lungo la costa e nella parte meridionale, arido nelle zone interne del centro-nord e nel nord-est (ma con una stagione della piogge che va da novembre a marzo). Sebbene sia attraversata dal Tropico del Capricorno, lungo la costa scorre la fresca Corrente del Benguela: ecco dunque che, a dispetto di ciò che si pensa, il clima può essere più fresco e secco. Al nord i giorni più caldi si hanno da settembre a marzo, a Windhoek (che si trova ad una quota elevata) da novembre a gennaio, al centro-sud da settembre ad aprile o a inizio maggio. Durante l’inverno, invece, nell’altopiano centrale può fare freddo la notte, e possono verificarsi leggere gelate.

Nel corso del Grand Tour della Namibia percorreremo un poco tutte le fasce climatiche che caratterizzano la Namibia, dal clima arido del deserto del Kalahari o di altre depressioni fino alla fredda e umida costa atlantica.

Le stagioni sono invertite in confronto all’Italia: il Grand Tour della Namibia si svolge durante l’autunno italiano (quando in Namibia è primavera). Nelle aree desertiche e continentali troveremo un’aria secca con temperature diurne tra i 25° e i 35° e bruschi cali nelle ore notturne (10-15°). Nelle zone vicino alla costa il clima è più piacevole, con temperature tra i 18° e i 28°. Le precipitazioni in ottobre-novembre sono pressoché assenti.

Cosa mettere in valigia per il Grand Tour delIa Namibia

Una cosa raccomandiamo, a chi prenota con noi il Grand Tour della Namibia: seguire scrupolosamente i nostri consigli in merito all’abbigliamento da portare.

Biancheria intima per il Grand Tour della Namibia

  • 4 magliette a pelle (tipo filo di scozia o tessuti traspiranti)
  • 3 paia di calze medio/leggere da riposo (cotone, spugna o tessuti tecnici)
  • 2 paia di calze basse e fresche per il cammino
  • 1 pigiama
  • intimo a scelta

Abbigliamento per il Grand Tour della Namibia

  • 3 maglie o camicie a maniche corte/lunghe (cotone e/o tessuti tecnici).
  • 1 maglione di pile medio oppure una leggera giacca termica per la sera
  • 1 giacca leggera impermeabile o k-way
  • 1 cappellino per il fresco serale (lana o pile)
  • 1-2 cappellini per il sole.
  • 3-4 magliette leggere tipo estivo
  • 1 pantalone da viaggio anche leggero (comodo per i trasferimenti in aereo e per la città)
  • 2 pantaloni adatti al viaggio e alle piccole passeggiate (elasticizzati è meglio)
  • 1-2 pantaloni corti

Calzature per il Grand Tour della Namibia

  • 1 paio di scarpe comode e leggere da viaggio/riposo
  • 1 paio di scarpe per l’escursionismo leggero, con lacci di scorta
  • 1 paio di ciabattine di gomma o simili

Accessori per il Grand Tour della Namibia

  • kit pulizia personale (spazzolino, dentifricio, sapone, shampoo, crema per le mani ecc.)
  • kit farmacia personale
  • 1 costume da bagno
  • occhiali da sole
  • piccola luce tascabile per eventuali blackout notturni nella struttura ricettiva
  • crema solare SPF 30/50
  • binocolo tascabile
  • burro cacao
  • antistaminico per eventuali allergie alimentari
  • crema antistaminica contro le punture degli insetti
  • repellenti per zanzare e insetti
  • 1 asciugamano medio/piccolo in microfibra per ogni eventualità (facoltativo)
  • 1 paio di bastoncini telescopici per le escursioni a piedi (facoltativo)
  • 1 piccolo coltellino tipo svizzero da riporre rigorosamente nel bagaglio da stiva (facoltativo)
  • borraccia in metallo/plastica da un litro (facoltativo)
  • macchina fotografica (facoltativo)

Quale bagaglio portare per il Grand Tour della Namibia? Un borsone da 60/80 litri morbido o semi morbido (max 20 kg di peso) e uno zaino da escursionismo da 25/35 litri da portare in aereo come bagaglio a mano.

Cos’è il Grand Tour della Namibia

Se prenoti il Grand Tour della Namibia sappi che si tratta di un viaggio itinerante: quasi ogni giorno si cambia località e vi sono frequenti escursioni piccole e medie, soprattutto etniche e paesaggistiche.

La Namibia è una nazione immensa, difficile da visitare nella sua interezza. Nel nostro programma abbiamo incluso le maggiori attrattive e sarà solo grazie alla grande esperienza dei partner locali che possiamo offrirti questo viaggio unico nel suo genere: un vero OVERLAND nell’Africa autentica. Il nostro obiettivo? Offrirti un viaggio senza preoccupazioni, per lasciarti assaporare appieno le emozioni che tutti insieme potremo vivere.

In questa formula OVERLAND gli spostamenti sono realizzati con un Super Bus, la modalità più indicata per ammirare paesaggi unici e raggiungere luoghi impensabili. Vivrai un viaggio che privilegia la conoscenza e il rispetto, la fotografia e la contemplazione, e che viene condotto dallo staff con armonia, responsabilità e contagiosa passione. Vedrai paesaggi magici e straordinari e, a fine giornata, ci rilasseremo nello charme unico delle isolate strutture ricettive, gustando piacevoli pietanze, ascoltando musica locale, o ammirando la fauna locale che si abbevera alle pozze.

Soggiornerai in strutture ricettive che – diverse per stili, volumi e periodi costruttivi – hanno in comune il fascino africano dell’accoglienza di qualità. La struttura ricettiva, qualunque sia la tipologia, è a disposizione degli ospiti. In alcuni casi saremo solamente noi, altre volte condivideremo la struttura con altri viaggiatori. Le camere saranno doppie e con servizi privati.

Cosa mangerai durante il Grand Tour della Namibia

Le colazioni verranno servite in struttura e saranno di tipo continentale, con numerose proposte dolci e salate.

I pranzi, solitamente non compresi, verranno consumati strada facendo: all’ora di pranzo realizzeremo una sosta presso un ristorante, un bistrot o una struttura ricettiva, dove realizzeremo un pranzo con menù fisso o a scelta, ma non mancheranno pranzi a buffet o pic-nic.

Le cene verranno consumate presso la struttura ricettiva (soprattutto quando sono comprese) e in ristoranti tipici in città (quando non sono compresi).

La gastronomia namibiana è internazionale e offre piatti di ogni genere come ogni altro luogo del mondo aperto al turismo internazionale. La vera protagonista è la carne, ma non mancano pesce e verdure. Quando le cene sono libere significa che siamo in cittadine: ciascun partecipante, se lo gradisce, può scegliere da sé il ristorante. Tuttavia, solitamente il gruppo resta unito e, accompagnato dalla Guida, cena tutto insieme in un ristorante che possa offrire un’ampia scelta. Il mangiare, se svolto tutti insieme, rappresenta infatti un momento fondamentale di convivialità, piacere e aggregazione del gruppo.

Informazioni utili

Non sussiste alcuna pretesa di natura sportiva: le passeggiate saranno di tipo turistico, e dureranno da poche decine di minuti a un paio d’ore al massimo. Non sono previste difficoltà oggettive, salvo qualche rara eccezione dove sarà richiesto maggiore impegno fisico (come nel caso delle famose dune).

Il programma, in considerazione della sua ambientazione naturalistica e della logistica complessa, può essere soggetto a cambiamenti indipendenti dalla nostra volontà, ma necessari per garantire sicurezza e continuità.

In Namibia la mancia ai camerieri è sempre gradita.

Il documento richiesto è il passaporto, con validità residua di almeno 6 mesi.

Non sono richieste vaccinazioni o precauzioni particolari, ma si consiglia di bere sempre e solo acqua in bottiglia.

La rete Internet in Namibia è pressoché disponibile ovunque, con limitazioni nella zona interna desertica. Molti locali e strutture ricettive sono dotati di Wi-fi free.