Nepal un tour spettacolare e spirituale

Stato dell’Asia meridionale, il Nepal confina con la Cina e con l’India ed è privo di sbocchi sul mare. Ha un territorio prevalentemente montuoso, e paesaggi unici. Visitarlo significa regalarsi l’opportunità di indimenticabili escursioni, avvistare le tigri, passeggiare tra le vie hippy di Kathmandu.

Appena atterrato sentirai risuonare un suono: “namasté”. Un saluto, un sorriso, il benvenuto di una terra mistica che, in punta di piedi, andremo ad esplorare.

Attraverso un tour spettacolare e spirituale conoscerai da vicino l’ultimo baluardo autentico dell’Himalaya. T’immergerai nella natura e nella cultura, esplorerai l’anima arcaica del Nepal. Visiterai le città di Kathmandu e di Pokhara, farai escursioni guidate sulla catena himalayana e verso i siti UNESCO. Soggiornerai in località naturalistiche immerse nel tessuto sociale, al confine con il Tibet e nell’area dell’Annapurna. Ti addentrerai nella giungla per incontri faunistici ravvicinati, ti emozionerai durante i festeggiamenti del Bisket Jatra, il capodanno nepalese. Perché, grazie ad un’esperienza lunga anni, abbiamo raggiunto una valida formula viaggio che assicura un’immersione piacevole nel mondo himalayano.

Nella sua natura, nella cultura, nella civiltà e nella religione, nella storia e nella contemporaneità. La gestione del programma è affidata ad un team di professionisti della NATURAVIAGGI, esperti nella buona accoglienza: una capace Guida A.E. italiana con esperienza di intermediazione culturale e una Guida ambientale e turistica locale con il suo staff, vero fiore all’occhiello della nostra organizzazione. Questo assetto ci permette di seguire al meglio il piccolo gruppo, con attenzione e disponibilità a svolgere un programma ambizioso dove nulla è lasciato al caso e tutto avviene con naturalezza. Non dovrai pensare a niente, tu: solo aprirti alle incredibili emozioni che il Nepal sa regalare.

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Ma cosa si vede, nel Grand Tour del Nepal?

Kathmandu. Capitale del Nepal, sita a 1.400 metri d’altitudine nella conca della Valle di Kathmandu, ti consentirà d’immergerti nell’affascinante mondo nepalese. Qui avremo modo di vedere:

  • il Santuario e la statua di Budhanilkantha
  • la più grande scultura in pietra nepalese del dio indù Vishnu
  • la storica piazza di Kathmandu Durbar
  • il tempio sacro indù di Pashupatinath (Swayambhunath)
  • diversi quartieri caratteristici di una capitale storica, colma di richiami etnici e religiosi
  • la Kumari, la bambina dea vivente

(Dopo il terremoto del 2015 molti dei monumenti hanno subito gravi danni, ma quasi tutto è stato ristrutturato perchè l’umanità non debba privarsi di quel fascino di costruzioni e monumenti religiosi unici al mondo).

Tarkegyang. Località a 2.550 metri d’altitudine, al confine col Tibet. Ci arriveremo

percorrendo l’arteria stradale di Araniko, antica strada di confine con il Tibet. Attraverseremo la grande e caotica periferia di Kathmandu, per poi incontrare la laboriosa campagna con le sue caratteristiche viste sulla vita locale. Pranzeremo al villaggio di Melamchi Pul Bazar, passeremo da Gyalthum, da Chanaute e da Timbu. Tarkegyang coincide geograficamente con l’inizio del Parco Himalayano di Helambu, noto per ospitare la più grande comunità di profughi tibetani in Nepal, che ci accoglierà con grandi sorrisi e con un graditissimo tè con biscotti al ginger. Qui andremo alla scoperta del villaggio, il cui monastero è uno dei più antichi e grandi della religione buddista Mahayana Nyingma del XVI secolo. Non solo:

Tarkeghyang vanta un Gompa del XVIII secolo con un’enorme ruota di preghiera in ottone e con, all’interno, la statua del fondatore Lama Ngagchhang Sakya Zangpo, la sua impronta sulla roccia e un cranio di toro santo che aiuta Sakya Zangpo a portare le pietre per costruire il monastero.

Monastero di Chiri. Sito di riferimento del buddismo in Nepal, pare sia stato fondato dalla stessa linea di reincarnazione del Terton Sakya Zangpo, discendente del Maestro tantrico del periodo (Mahayana).

Ama Yangri. Monte la cui vetta raggiunge i 3.700 metri: è, questo, uno dei punti panoramici migliori in Nepal considerando il rapporto impegno/fatica. Le montagne attorno sono vicine e, se si è fortunati con il meteo, è possibile scorgere persino il Monte Everest. L’escursione, che si fa in giornata ed è facoltativa, permette di attraversare fitte foreste di rododendri e una parte aerea con viste superbe sulla catena himalayana. Il percorso prevede molteplici soste e anche la possibilità di non completarlo del tutto, pur fruendo ugualmente di splendide vedute paesaggistiche sui monti Dorje Lakpa (6966m), Madiya (6257m), Phurbi Chyachu (6637m)c Ganjala Chuli (6200m).

Villaggio di Bhotechaur, con le spettacolari viste sui campi terrazzati di grano e di riso.

Antico villaggio di Newar Sankhu, nella valle di Kathmandu.

Kathmandu. Rientrati a Kathmandu:

  • visiteremo Boudhanath, la più grande stupa buddista del Nepal e la terza più grande del mondo (troveremo qui una comunità attiva di rifugiati tibetani)
  • visiteremo il tempio di Pashupatinath, considerato uno dei santuari più sacri per tutti gli indù. È uno dei più grandi complessi di templi indù nell’Asia meridionale, con centinaia di santuari shiva lingam e un esempio unico di architettura nepalese Ghat
  • potremo assistere alla cremazione del defunto, accanto al fiume Bagmati

Patan. La più antica tra le città reali nella valle di Kathmandu (Kathmandu, Patan, Bhaktapur), patrimonio dell’umanità secondo l’UNESCO. I migliori monumenti buddisti e indù si trovano nella piazza o vicino al palazzo e risalgono al III secolo.

Pokhara. Città costruita sul lago Phewa, nel Nepal centrale, è conosciuta come il punto di accesso al Circuito dell’Annapurna, famoso sentiero escursionistico sull’Himalaya. Qui vedremo il tempio di Tal Barahi, una pagoda a due piani costruita su un’isola in mezzo al lago, visiteremo il campo profughi tibetano, la grotta di Gupteshwor e il Museo Internazionale di Montagna. Quest’ultima è una moderna struttura dove sarà possibile, tra un susseguirsi di spazi espositivi e l’altro, immergersi appieno nell’atmosfera “dell’aria sottile” delle alte quote. Escursione panoramica al belvedere Sarangkot. Sarangkot è il fulcro della bella natura ed è sede di molte attività sportive e avventurose come il parapendio o il deltaplano.

Pokhara. Tornati a Pokhara visiteremo il Bindya Basini Hindu Temple, una scuola di manufatti tessili e il mercato locale famoso per i suoi articoli sportivi.

Parco Nazionale di Chitwan. Si tratta del parco naturale più antico del Nepal, costituito nel 1973 trasformando in area protetta una riserva di caccia reale. L’area viene chiamata anche “Foresta Quattro Miglia” e permette di praticare attività come le escursioni in canoa, o la cavalcata degli elefanti accompagnati dalle guide locali.

Centro nazionale recupero elefanti. Luogo in cui si cura, addestra e protegge il prezioso pachiderma asiatico. A diretto contatto con questi giganti buoni, potremo ammirare il loro spettacolare bagno nel fiume e realizzeremo anche noi un’escursione nel fiume, guidata e in canoa. Parteciperemo poi ad un safari all’interno del Parco, sul dorso dell’elefante, a piedi o in bicicletta (lo decideremo tutti insieme). Il parco, tra corsi d’acqua e vegetazione pluviale, ospita oltre 40 specie di mammiferi, 450 di uccelli e 45 di anfibi e rettili.

Area lacustre di Chitwan. Vive qui un’avifauna molto nutrita e affascinante, fatta di oltre 500 specie appartenenti a varie famiglie ma legate soprattutto a praterie, foreste e pianure alluvionali. Queste ultime sono dovute alla presenza di numerosi corsi e specchi d’acqua, su tutti il fiume Gandaki, il suo affluente Rapti ed il Bishazari Tal.

Il clima in Nepal

Il clima del Nepal varia al variare dell’altitudine: la striscia pianeggiante meridionale ha un clima subtropicale (mite e soleggiato in inverno con medie di 15°C a gennaio, caldo torrido da aprile e giugno con punte di 40°C), la bassa montagna ha un clima temperato, le cime dell’Himalaya un clima glaciale. Le piogge scendono copiose durante il monsone estivo, da giugno a inizio ottobre, ma le valli interne e i versanti settentrionali sono meno soggetti a perturbazioni.

Il Grand Tour del Nepal si svolge durante la stagione secca, in piena primavera. Percorreremo buona parte delle diverse fasce climatiche e saremo in città, campagna e montagna, esponendoci ad una escursione termica e meteorologica abbastanza completa dettata dall’altitudine.

Cosa mettere in valigia per il Grand Tour del Nepal

Una cosa raccomandiamo, a chi prenota con noi il Grand Tour del Nepal: seguire scrupolosamente i nostri consigli in merito all’abbigliamento da portare.

Biancheria intima per il Grand Tour del Nepal

  • capi a pelle a scelta, considerando la possibilità di lavarsi la biancheria intima durante il tour
  • 5 magliette a pelle (tipo filo di Scozia o tessuti drenanti)
  • 3 paia di calze medio/leggere da riposo (cotone o spugna)
  • 3 paia di calzettoni specifici per l’escursionismo
  • calzamaglia per i più freddolosi

Abbigliamento per il Grand Tour del Nepal

  • 3 maglie o camicie a maniche lunghe (in cotone o sintetiche)
  • 1-2 maglioni di pile
  • 3-4 magliette a maniche corte
  • poncho impermeabile
  • giacca impermeabile con membrana traspirante
  • cappellino di lana o pile per il freddo
  • cappellino per il sole
  • un paio di guanti leggeri per il fresco serale o per la mattina presto
  • un pantalone da viaggio comodo
  • 2 paia di pantaloni adatti all’escursionismo, antivento e funzionali (no jeans o cotone)
  • 1-2 paia di pantaloni corti
  • sovrapantalone impermeabile con membrana traspirante

Calzature per il Grand Tour del Nepal

  • un paio di scarpe comode e leggere da viaggio o da riposo
  • un paio di scarpe per l’escursionismo (calzatura alta o anche medio-bassa, meglio se tutta in pelle, robusta, con carro armato ben pronunciato, impermeabilizzata con il grasso o per mezzo di membrane tipo goretex)
  • un paio di ciabattine o sandali bassi in gomma
  • un paio di stringhe di scorta e una soletta interna estraibile

Accessori per il Grand Tour del Nepal

  • n asciugamano grande per il bagno in tessuto microporoso
  • un asciugamano medio/piccolo per il bagno in tessuto microporoso
  • kit pulizia personale (spazzolino, dentifricio, sapone, shampoo, crema per le mani ecc)
  • kit farmacia personale
  • sacco a pelo leggero
  • pigiama in pile o cotone
  • boccetta di Amuchina da 250 ml o iodio al 2%
  • bicchiere di metallo per bere il tè offerto
  • set di posate personali
  • occhiali da sole
  • piccola luce tascabile
  • crema solare SPF 18 (minimo)
  • binocolo tascabile
  • costume da bagno
  • bastoncini telescopici per le escursioni a piedi
  • piccolo coltellino svizzero da riporre rigorosamente nel bagaglio da stiva
  • borraccia da 1 litro
  • macchina fotografica (opzionale)

Quale bagaglio portare per il Grand Tour della Mongolia? Il bagaglio dovrà essere composto

da due colli: una grande borsa morbida con una capienza di 60/80 litri, e uno zaino da escursionismo da 25/35 litri, che fungerà da bagaglio a mano e da zaino per le escursioni giornaliere.

Cos’è il Grand Tour del Nepal

Se prenoti il Grand Tour del Nepal, sappi che si tratta di un viaggio itinerante: quasi ogni

giorno si cambia località come in un vero OVERLAND e vi sono frequenti escursioni (soprattutto culturali) durante l’arco della giornata (ci saranno escursioni di poche decine di minuti, altre da una o due ore, altre ancora dureranno l’intera giornata). Le escursioni, vincolate alle condizioni meteorologiche, non presentano difficoltà oggettive, e dovranno essere affrontate armati di zaino con lo stretto necessario: la macchina fotografica, la giacca a vento, un poco di frutta o cioccolata e la borraccia (il programma offre comunque sempre delle valide alternative per chiunque desideri non partecipare all’escursione se la ritiene impegnativa).

Sarai chiamato a rispettare sempre le indicazioni della Guida che, oltre a gestire il gruppo e ad illustrare didatticamente i contenuti dei luoghi, metterà a disposizione le proprie capacità nel calibrare il ritmo del programma. La Guida dall’Italia è garantita con un minimo di 8 partecipanti; in caso contrario sarà il nostro corrispondente locale, una Guida parlante italiano, a condurre il tour assieme al suo staff.

Durante il Grand Tour del Nepal parteciperemo a riti religiosi, preghiere nei templi, sacrifici, donazioni e festeggiamenti in famiglia. Nel Paese convivono serenamente induisti, buddisti, musulmani, yumaisti e cristiani: senza alcuna distinzione di casta, le celebrazioni sono diffuse ovunque e in qualsiasi orario, e assistervi è sempre un gesto di rispetto e di apprendimento.

I trasferimenti saranno realizzati con bus privati e turistici e brevi voli interni, quanto di più valido e necessario per garantire la fruizione di un programma completo: una modalità indicata per ammirare paesaggi unici e per muoversi su territori poco frequentati raggiungendo luoghi impensabili. Il Grand Tour del Nepal è un viaggio che privilegia la conoscenza e il rispetto, la fotografia e la contemplazione, ed è condotto con armonia, responsabilità e contagiosa passione. Ti ritroverai immerso nella miscela di atmosfere straordinarie che solo il Nepal dona, e che un piccolo gruppo può esaltare. A fine giornata ci rilasseremo al caldo della struttura ricettiva e socializzeremo, magari ascoltando i racconti delle Guide o fotografando il cielo a caccia di costellazioni.

Durante il Grand Tour del Nepal dormiremo in hotel e lodge dagli stili, volumi e periodi costruttivi differenti, che in comune hanno la tipica filosofia nepalese dell’ospitalità fatta di cultura, condivisione e sacralità dell’ospite. A volte saremo solamente noi, altre volte condivideremo la struttura con altri ospiti. I bagni e le docce sono in camera negli hotel di città, spesso in comune e divisi per sesso negli alberghi e nei lodge dei villaggi. Le camere prenotate sono a due posti letto in tutte le strutture, ordinate, essenziali, munite di coprimaterasso e fornite di cuscino, lenzuola, piumone o coperta.

Cosa mangerai durante il Grand Tour del Nepal

La ristorazione nepalese ha vissuto uno sviluppo e una contaminazione internazionale solo nelle ultimi anni, al seguito del crescente flusso turistico.

Nelle città pranzi e cene saranno libere, nei villaggi e durante gli spostamenti è prevista la pensione completa.

Le colazioni sono tutte incluse nella quota di partecipazione. Servite all’interno della struttura ricettiva, sono solitamente a base di alimenti come: caffè, latte, tè, pane tostato, burro, marmellata, miele, biscotti, succo di frutta, frutta (a volte c’è anche un reparto salato).

I pranzi, liberi o inclusi, sono consumati solitamente presso ristobar, cafè o locande strada facendo e prevedono i piatti tipici della gastronomia locale come il Dal-bhat-tarkari. Di cosa si tratta? Di una zuppa di lenticchie e spezie, servita su grano bollito. I condimenti sono generalmente piccole quantità di sottaceti piccanti che possono essere freschi o fermentati e di cui esiste un numero considerevole di varietà. Altri accompagnamenti possono essere fette di limone (nibuwa) o lime (kagati), con peperoncino verde fresco (hariyo khursani).

Le cene, libere o incluse, sono consumate nei ristoranti o all’interno della struttura in cui pernottiamo.

Se il famoso Dal-bhat-tarkari viene consumato in tutto il Nepal, altri alimenti hanno origini tibetane, indiane e tailandesi. I momo, gnocchi in stile tibetano con spezie nepalesi, sono tra i più popolari: originariamente erano pieni di carne di bufalo, ora sono spesso di capra o pollo o a base di preparazioni vegetariane. Il Chow mein è un altro piatto nepalese dei tempi moderni, a base di noodles fritti in stile cinese. Le bevande che la gastronomia locale suggerisce come perfetto accompagnamento alle pietanze locali, solitamente speziate, sono gli infusi e i tè di piante aromatiche comuni (i più consumati sono il tè nero locale Maloom e Jun Chiyabari). Anche la birra prodotta in Nepal è molto valida, mentre l’acqua è raccomandata solo se sigillata o bollita.

Il mangiare tutti assieme rappresenta un momento fondamentale di convivialità, piacere e aggregazione per il gruppo, e la collaborazione nello sperimentare il cibo assume la veste di una gradita forma di socializzazione e coinvolgimento.

Informazioni utili

È richiesto il passaporto con validità residua superiore ai 6 mesi ed è necessario fare il visto.

Da bere e per lavarsi i denti, si consiglia sempre acqua bollita o in bottiglia chiusa.

Le questioni alimentari riguardanti allergie, intolleranze e scelte personali devono essere comunicate all’atto dell’iscrizione.

Bisogna portare 4 fototessere per i visti e i permessi richiesti dal tour.

Sono accettate tutte le maggiori carte di credito, soprattutto Visa e Mastercard, con le quali è possibile effettuare prelievi di contante presso gli sportelli automatici (i costi extra sono in genere di 150 euro a persona, prevalentemente spesi in artigianato locale).

Si possono cambiare all’arrivo in aeroporto i primi soldi, ma consigliamo di cambiare importi piccoli. Il cambio migliore lo si trova presso le banche oppure presso le agenzie autorizzate (Authorized Money Changer).