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Anche l’Islanda ha la sua cucina

22 Dicembre 2020
Viaggi e offerte

Sebbene non vi siano le infinite specialità gastronomiche che troviamo  in Italia, anche l’Islanda vanta alcuni caratteristici piatti locali, molti dei quali a base di  pesce che certamente non manca e altri a base di carne, soprattutto ovina, e di latticini. Dopo tanti anni di presenza in Islanda, dove prepariamo direttamente quasi tutti i pasti previsti nei nostri viaggi, utilizziamo i prodotti locali e molte volte le ricette che i nostri partners ‘vichinghi’ ci suggeriscono. Abbiamo anche una discreta conoscenza dei luoghi dove si può mangiare davvero in modo tipico islandese, soprattutto a Reykjavik dove vi sono i migliori ristoranti  e nelle cittadine che incontriamo nei nostri percorsi.  Come ad Hùsavìk, piccola e graziosa cittadina del nord dal cui porticciolo partono i pescherecci e le gite giornaliere per vedere i cetacei. Le bistecche di balena si mangiano ancora in Islanda, anche se  la richiesta è molto diminuita rispetto agli anni passati, soprattutto dopo le forti campagne fatte dal W.W.F. per la salvaguardia della specie. La loro carne è rossa, un po’ fibrosa, simile al manzo.  Si usa consumarla cotta alla griglia, con  qualche goccia di mostarda al miele e dicono sia molto buona. Veramente si mangiano anche le pulcinelle di mare, i cormorani e i gabbiani ma, sinceramente, noi non li cuciniamo né li abbiamo mai mangiati.

Come in altri Paesi del nord, anche in Islanda si fa molto consumo di aringhe, servite a partire dalla colazione, anche sotto forma di biscotti, utilizzando una miscela di spezie adatte alla realizzazione di dolci. Possono essere accompagnate dal tipico pane Hverabrauð, a base di farina di segale che si presenta scuro e dolce. Esso viene cotto in un tegame sotto terra per 24 ore, utilizzando la geotermia: ecco perché viene chiamato geyser bread (pane delle sorgenti calde). Decisamente gradevole, soprattutto se imburrato come usa in Islanda. E’ ottimo con i cibi dolci ma anche per accompagnare il pesce, soprattutto se affumicato, per creare un gradevole contrasto.

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Un’altra specialità della gastronomia islandese, non molto apprezzata dal nostro palato è lo squalo Hàkarl, lo squalo fermentato. Sembra che appena pescato sia addirittura tossico, quindi per renderlo commestibile le sue carni vengono sepolte, pressata e lasciate fermentare per circa 5 mesi quindi essiccate in luoghi ventilati e lontani dalle abitazioni per ovvie ragioni olfattive. Il sapore non è proprio gradevole, il forte gusto di ammoniaca prevale ed è ricercato dai turisti solamente per soddisfare una curiosità. Come l’assaggio del Merluzzo essiccato che viene proposto in bustine snack da masticare e si trova facilmente nei supermercati dell’Islanda. Il suo sapore è ….insapore e alla masticazione che sembra non esaurirsi  sembra di avere in bocca filamenti di juta. Fortunatamente queste strane proposte alimentari vengono spesso accompagnate con un assaggio di Brennivin , un distillato ottenuto da cereali oppure patate e aromatizzato al cumino

Se volete rendere davvero tipica una colazione islandese potete assaggiare l’olio di fegato di merluzzo con bicchierini di liquore , un miscuglio salutare ma che metterà a dura prova il vostro fegato!

Il merluzzo fresco invece viene proposte in diverse modalità e con qualsiasi ricetta venga cucinato è davvero buonissimo.

Fortunatamente nei ristoranti prevalgono le proposte di pesce per la Fish soup,  composta da pesce del nord, come appunto il merluzzo, oppure  crostacei e scampi.

La carne ovina è ottima in Islanda. Le pecore sono ovunque, pascolano serenamente nelle infinite lande dove vengono lasciate libere tutto il periodo estivo per poi essere recuperate in ottobre, quindi crescono in un ambiente sano e la loro carne è molto apprezzata. Normalmente il latte ovino non viene utilizzato e gli animali forniscono soltanto lana e carne. Vengono utilizzati anche i testicoli di montone bolliti in latte acido,  teste arrosto e altre frattaglie, ma anche questo piatto è per veri ‘intenditori’.

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Molto apprezzato da tutti coloro che hanno visitato l’Islanda è lo Skyr, simile allo yogurt, ma in realtà è un vero e proprio formaggio di latte vaccino, cremoso e dal sapore acidulo. Super proteico, con basso contenuto di zucchero e grassi, viene proposto in molti modi: con cereali, con miele, come ingrediente per la Cheescake, come base per diverse salse da condimento. Lo Skyr rimane in mente dopo un viaggio in Islanda, forse, più che per il sapore in sé, per tutti i ricordi islandesi che esso evoca.

Infine facciamo una piccola parentesi per la birra e gli alcolici in generale: la birra è rimasta illegale fino al 1989 in Islanda. Il suo basso prezzo rappresentava una minaccia di diffusione dell’alcolismo. Ancora oggi non si trova birra alcolica nei supermercati, ma solamente lager industriali di bassa o nulla gradazione.  Esistono anche birre artigianali, reinventate utilizzando erbe o  skyr per creare una specie di Gose, che prevede l’utilizzo di batteri lattici. Questi prodotti vanno acquistati nei negozi Vínbúðin (di monopolio statale) sparsi un po’ dovunque nelle città ma con orari davvero difficili e, per quanto riguarda vino e superalcolici  a prezzi ‘sufficientemente’ alti.

 

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